MAESTRO KASE 9°DAN

Nato in Giappone il 9 febbraio del 1929, Sensei Taiji Kase (9º DAN) è morto a Parigi giovedì 25 novembre 2004. Sposato, con due figlie, ha dedicato gran parte della sua vita alla pratica e all’insegnamento del Karate-do. Anche dopo essere stato vittima, il 31 maggio del 1999, di un infarto, ha continuato la sua missione per il Karate.

A soli sei anni praticava il Judo e giunse ad ottenere il 2º Dan nel 1944. Nello stesso anno, cominciò la pratica del Karate-do e fu per caso che vide “Karate-do Kyohan”, il libro di Sensei Gichin Funakoshi (1868-1957), rimanendone molto impressionato. Decise così di andare a conoscerlo. Il Maestro Funakoshi, dopo essersi assicurato delle intenzioni del giovane Kase, lo accettò come allievo nello Shotokan-Dojo. All’epoca Taiji Kase aveva 15 anni e, come aneddoto di quei tempi, raccontava: “Nel 1944 le persone che possedevano una Katana, una pistola o praticavano Karate dovevano notificarlo alla polizia, perché lo consideravano come un’arma, cosa che non accadeva per le altre Arti Marziali”. In quegli anni praticò contemporaneamente il Judo ed il Karate, anche un po’ di Aikido; ebbe anche la possibilità di conoscere Morihei Ueshiba in persona. Alla fine del marzo del 1945, a soli 16 anni, si arruolò nell'Armata, precisamente nel corpo speciale dei Kamikaze. Tuttavia, la guerra finì nell’agosto dello stesso anno e per questo di solito affermava che dato che poteva morire in guerra e invece non era accaduto, non aveva mai un vero motivo per essere triste. Si laureò in Scienze Economiche all’Università di Senshu nel marzo del 1951. Raccontava, con ironia, che a volte, a causa degli allenamenti non aveva tempo di studiare per gli esami, ma risolveva il problema quando al momento dell’iscrizione firmava “Taiji Kase, Capitano di Karate dell’Università”. Quando finì la guerra, il Dojo Shotokan era stato distrutto dai bombardamenti. Yoshitaka Funakoshi (1906-45) era morto di cancro, e gli allievi superstiti della guerra erano sparsi per tutto il Giappone. Il Maestro Kase non trovò un Dojo dove studiare, per cui riprese la pratica del Judo, finché Gichin Funakoshi riunì ancora il gruppo dello Shotokan.

Il Maestro Kase si unì alla J.K.A. (Japan Karate Association) ma mantenne sempre il contatto con i Maestri della N.K.S. (Nihon Karate-do Shotokai), nonostante questi due gruppi si fossero separati alla morte del Maestro Gichin Funakoshi, a causa di svariate discordie. In Giappone una delle sue mansioni fu di addestrare nel Kumite gli istruttori della J.K.A., altro lato meno conosciuto è che fu incaricato di occuparsi delle sfide che venivano lanciate contro l’associazione. Durante il dopoguerra, con il Giappone sotto il controllo della polizia americana, ebbe molti alterchi, dai quali uscì vittorioso e con una grande esperienza nel combattimento reale. In seguito disse che quello non era il vero spirito del Budo, ma erano le circostanze...

Nel 1964 lasciò il Giappone per impartire i suoi insegnamenti: si recò in Sudafrica nel 1964, nel 1965 realizzò un tour di seminari negli USA, in Germania, in Olanda ed in Belgio, nel 1967 si recò a Milano per aiutare il Maestro Shirai, finché nel 1967 arrivò in Francia e si stabilì a Parigi. Nel 1986, decise di chiudere il suo Dojo e di dedicarsi esclusivamente ad insegnare la sua Arte nel mondo.

Negli anni ottanta pubblicò due libri che includono diciotto Kata superiori ed i cinque Heian, con le applicazioni delle principali sequenze tecniche. Nel 1989, assieme ad Hiroshi Shirai, fondò la W.K.S.A. (World Karate Shotokan Academy) che ha come principale compito la formazione delle cinture nere e dei professionisti del Karate-Do Shotokan, perché questi continuino a progredire, in modo che le generazioni future possano correttamente apprendere e preservare il Karate-do.

Sensei Kase dominava tutto l’arsenale del Karate, ma furono le sue tecniche di gambe a stupire in modo particolare, come per esempio l’Ushiro Geri e il Kaiten Geri da lui create, per non parlare delle sue tecniche di mano aperta, dei suoi rapidi e precisi spostamenti e dei Kamae, altre sue specialità. Ma, soprattutto, ciò che più è piaciuto di lui fu l’efficacia e come seppe trasmettere gli aspetti più sottili del Budo in generale e del Karate in particolare.

Coloro che hanno avuto l’immensa fortuna di conoscerlo, sanno che, oltre che un Samurai, era una persona sincera di grande personalità e modestia, un esempio di armonia tra corpo e spirito. Irradiava pienamente quest’armonia, che non gli impediva d’essere rigoroso ed energico quando ve ne fosse la necessità. Dedicava il suo tempo alla famiglia, alla pratica quotidiana (in una stanza di casa sua) e alla lettura di libri antichi sul Budo, sulla poesia e sulla filosofia. “Una volta che si vedeva in azione il Maestro Kase, lo si ammirava e rispettava, in quanto andava direttamente all’essenziale, la tecnica per lui era solo il mezzo, quello che gli importava era il risultato”